Il griko
Presentazione
Glòssama
Letteratura in rima
Canti d'amore
Canti di dispetto
Canti di morte
Canti religiosi
Letteratura in prosa
Luigi è andato in piazza
Vino
Giové
Tradizioni
Usi e costumi
La lingua
Elementi grammaticali
Vocabolario Italiano-Griko
Vocabolario Griko-Italiano

L'infanzia

A pedia i' flìddha is kardìa (i figli sono foglie del cuore): così il detto proverbiale sintetizza il forte attaccamento nei confronti dei figli, accolti nella famiglia contadina come dono e benedizione del Signore. Nonostante ciò, la condizione infantile in questo contesto non è certo rosea. L'allevamento materno è naturalmente attento e premuroso, ma privo di delicatezze e smancerie (A pedia lìlìutte dopu plònnune: i figli si baciano quando dormono); il rapporto con il padre è improntato a timore reverenziale: guai a opporsi ai suoi comandi e alle sue prescrizioni.
I bambini condividono il clima di povertà e di lavoro che li circonda, e presto si richiede loro di contribuire all'economia familiare: li si manda a raccogliere pietre o ghiande ( o pedai nonni lisaria ce kanni o psomittu: il ragazzo raccoglie le pietre e si guadagna il pane).

Il gran numero di figli in ogni casa rende necessaria una indipendenza e una socializzazione precoce; i bambini trascorrono tutto il loro tempo libero per strada a giocare con i coetanei: giochi di movimento, in gran parte (la campana per le ragazze; il nascondino, il rincorrersi, lo scavalcarsi, l'ammucchiarsi uno sull'altro contro un muro, sungi, per i ragazzi); o giochi di imitazione e di fantasia, che utilizzano giocattoli semplici costruiti dagli stessi ragazzi con materiali che si trovano facilmente in campagna (pietre, ghiande, rami, pale di fichi d'India, ecc.) o materiali di risulta (corde, elastici, pezzi di legno, pezzi di ferro, stoffe, bottoni, ecc.): ne vengono fuori bambole (pupe), con relativo corredo, per le bambine, e, per i maschi, fionde, archi, spade, pipe e trottole rudimentali.

La difficoltà di appartarsi in casa, con tanti bambini intorno, rende a volte necessario il ricorso ad un interessante espediente: o ntartieni (l'intrattenere). Quando la madre deve confidare o mostrare ad una conoscente qualcosa che il figlioletto che le sta appresso non può sentire o vedere, lei manda il bambino dalla vicina o dalla comare per farsi dare o ntartieni, magari "con le campanelle": espressione in codice che invoca la comprensione e la solidarietà del destinatario. Il bambino è trattenuto allora con vari pretesti (aiutare a raccogliere la lana, preparare dei cannelli per il telaio, compiere un'ulteriore missione presso qualche artigiano vicino) e tutto ciò diventa per lui occasione per allargare le sue conoscenze sulla vita e le attività che si svolgono nel vicinato.

Degno di nota, nonchè in netto contrasto con l'attuale modo di pensare, è l'atteggiamento della comunità grika tradizionale nei confronti dell'educazione sessuale dei ragazzi e, in generale, della sessualità. Tutto ciò che riguarda la sfera sessuale è tabù; significativamente, non esistono termini in griko per designare gli organi sessuali (ad eccezione di un generico ntropì = vergogna) o l'attività sessuale. Le informazioni che vengono date ai bambini sulla nascita dei figli sono reticenti e fuorvianti ( i bambini "si comprano" o vengono buttati giù dai santi; il pancione è una malattia, una pancia piena d'acqua); l'espressione "compra il bambino" (vorazzi o pedì) è rimasta tuttora nel comune modo di esprimersi. L'ignoranza in questo campo, soprattutto per le ragazze, dura a volte fino al matrimonio; numerose storielle descrivono, per quanto con la paradossalità del linguaggio faceto, le strane conseguenze di tale ignoranza.

Una figura importante, al di fuori della stretta cerchia familiare, che accompagna il bambino dal battesimo all'età adulta, è quella del "compare" . Il "compare" (padrino del battesimo) assume un ruolo di tutore del bambino e viene assimilato nell'ambito dei familiari più stretti; solitamente viene scelto tra le persone economicamente più in vista (essere designati "compari" è un segno di prestigio sociale), anche perchè tra le sue funzioni vi è quella di aiutare il figlioccio, divenuto adulto, a inserirsi nel mondo del lavoro e a trovare una sistemazione.

Una tradizione tipica, relativa al mondo dell'infanzia, è costituita dalla strina (strenna) che ha luogo a Capodanno. Al bambino viene preparata la pungheddha, cioè un sacchettino di stoffa con il quale il piccolo va in giro per augurare il buon anno a vicini e parenti venendo contraccambiato con qualche moneta o qualche piccolo dono.

      I proverbi

      Il corteggiamento e le nozze

      L'infanzia

      Religione e magia



...Indietro


Lingua
Musica
Artigianato
Gastronomia
Storia