Introduzione
I mestieri del fuoco
I mestieri del legno
I mestieri della pietra
I mestieri di servizio
L'artigiano in casa
I mestieri della terra

I MESTIERI DI SERVIZIO

Lu mesciu te panari o cannizzaru – Canestraio

Lu vandisciatore – Banditore

Lu mmulaforbici – L’arrotino

Lu cconzalimbi – Il conciabrocche

 

Lu mesciu te panari o cannizzaru – Canestraio

Quella del cannizzaru era un'attività che tutti i contadini praticavano durante i periodi di minore impegno nei lavori agricoli. Gli uomini, seduti all'ombra d'un albero o d'un pagliaio, chiacchierando con i vicini, costruivano panari, canisce e canisciuni (panieri, canestri e canestroni), nonché canizzi, i graticci di canne sui quali si mettevano a seccare i fichi e gli ortaggi.


La materia prima era costituita da canne sezionate per lungo e dai vinchi, polloni cresciuti in estate sui tronchi degli ulivi, sottili, resistenti e flessibili, nonché dai giunchi. Questa forma di artigianato è ancora viva, ad esempio a Corigliano d'Otranto.

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Lu vandisciatore – Banditore

Oggi siamo sommersi e tartassati dai comunicati e dagli spot, radio e teletrasmessi, stampati sui muri o nella cassetta delle lettere; un tempo le comunicazioni, sia istituzionali sia commerciali, erano di meno, ma c'era ugualmente bisogno di chi le trasmettesse agli interessati: costui era lu vandisciatore. Tale mestiere consisteva nel percorrere in lungo e in largo tutto il paese, attirando l'attenzione delle persone con alcuni squilli di corno, per poi scettare lu vandu (declamare il messaggio). Si lanciavano i proclami della pubblica amministrazione o si propagandava qualche fatto commerciale di rilievo: “Ttenzione ttenzione: ci vole, alla chiazza su rrivate le ope frische, nu chilu mmienzu na lira" ("Attenzione attenzione: per chi è interessato, in piazza sono arrivate le boghe fresche, un chilo e mezzo per una lira").

Lu mmulaforbici – L’arrotino

Arrivava nel paese con la sua bicicletta, su cui aveva montato una pietra arenaria abrasiva che ruotava intorno ad un perno collegato ai pedali. “Mmulaforbici, mmulaforbici” era il grido di richiamo per donne e uomini che avessero coltelli, forbici o arnesi da lavoro da mmulare.

Lu cconzalimbi – Il conciabrocche

Lu limbu era un grande catino di terracotta, utilizzato prevalentemente come lavatoio. Lu cconzalimbi non riparava, però, solo li limbi, ma qualunque oggetto di terracotta, unendo i lembi rotti con punti di fil di ferro.

 


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