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Lu mesciu te scarpieddhu – Scalpellino La pietra ha, nella Grecìa, una notevole adattabilità nell'edilizia, e le tajàte, le cave, che segnano il paesaggio grecanico stanno a testimoniare che da tempi immemorabili essa rappresenta una risorsa economica e culturale. È un ulteriore elemento di fatica, assieme alla scarsità dell'acqua per l'agricoltura, in quanto la maggior parte dei terreni coltivati è stata sottratta ai cuti (da latino “cotes”, rocce), la roccia che affiora in tutta la campagna della Grecìa. I muretti a secco che rappresentano una delle caratteristiche più marcate del paesaggio agricolo salentino, sono stati costruiti così, liberando il terreno dai sassi, poco alla volta, e ponendoli al confine del campo, “petra subbra petra”, uno dopo l'altro. La duttilità del leccisu, un calcare presente in tutto il Salento, ha consentito e agevolato lo sviluppo di un artigianato artistico della pietra che nella Grecìa è presente non solo nei grandi monumenti dell'edilizia ecclesiastica e baronale, ma anche in minimi, preziosi ornamenti d'ogni casa. Lu Cavamonti – Cavapietre
Allorquando
si costruiva una casa, l’intervento del cavamonti
era necessario per la realizzazione delle sia delle fondamenta, che del
bagno.
La
cisterna raccoglieva l'acqua piovana attraverso un sistema di pendenze e
di canali sulle terrazze, e data l'assenza di fiumi nel Salento, essa era
preziosa per la conduzione della casa.
Una
specializzazione del cavamonti era l’estrazione dalle cave, di cuccetti, conci per l’edilizia, di tufo o di pietra leccese. Dalla
seconda guerra mondiale si è diffusa inoltre l’estrazione di pietrisco
di varie dimensioni,
utilizzato nell’edilizia stradale. Lu fabbricature - Muratore
Nella
cultura contadina la casa costituisce un punto di riferimento che dà
sicurezza economica e morale (si pensi alla casa del nespolo di verghiana
memoria) In una società nella cui scala di valori la casa è ai primissimi posti, aveva un grande rilievo lu fabbricature, il muratore, e non casualmente il suo nome proviene da “faber”, artefice.
Ai
fabbricaturi anziani e
d'esperienza spettava il titolo di mesciu, al quale gli estranei al gruppo facevano seguire il nome
proprio, e che i dipendenti usavano da solo.
Ogni
mesciu aveva un gruppo di
lavoro, caratterizzato da una rigida gerarchia, che andava dal capomastro
ai mesci di esperienza, fino ai
più giovani, come lu vagnone te la
conza, addetto all preparazione della malta. Lu mesciu te scarpieddhu – Scalpellino
Gli
scalpellini lavoravano esclusivamente la pietra leccese, un calcare
sedimentario estremamente duttile estratto soprattutto nell'area tra
Melpignano, Cursi e Maglie.
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