Geologia e Geomorfologia
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IDROGEOLOGIA

L’approvvigionamento idrico é un problema comune a tutto il Salento, ma particolarmente sentito nelle aree in cui prevalgono gli affioramenti calcarei più antichi come la Grecía Salentina.

Tali affioramenti presentano in genere fratture normali ai piani di stratificazione, determinate dal corrugamento e dalle sollecitazioni ricevute durante i fenomeni di innalzamento ed abbassamento, e sono perciò considerati permeabili alle acque. Così queste ultime danno vita a fenomeni carsici che determinano voragini, inghiottitoi, doline, tipici delle regioni calcaree.

I calcari mesozoici sono quindi rocce molto permeabili a causa della grande quantità di fessure e contengono le acque dolci di falda, sostenute dalle acque marine in quanto più leggere e meno ricche di sali.

Il solo comune di Calimera vanta la presenza di più zone e falde acquifere sovrapposte, profonde e superficiali, nel suo territorio. A tal proposito Cosimo De Giorgi, nella sua opera “Descrizione fisica, geologica ed idrogeologica della Provincia di Lecce” segnalava per Calimera: 38 pozzi ai piedi della Serra di Martignano (profondi dai 5 ai 7 metri), 23 pozzi (profondi dai 25 ai 27 m.) e a nord - est dell’abitato e a sud - ovest altri 15 pozzi (profondi dai 15 ai 25 metri).

Nell’ambito dei sedimenti terziari e quaternari del territorio che da Calimera degrada verso l’Adriatico, é presente una falda acquifera di tipo freatico che imbeve le parti calcaree e sabbiose di tali sedimenti. Tuttavia, questi ultimi sono in maggior parte impermeabili alla base, per la presenza di una rilevante componente marnosa. Siamo in presenza della cosiddetta “Falda delle Fontanelle” che circola fra i terreni a struttura calcareo-arenacea, localmente detti tufi.
Questi terreni occupano un’estesa fascia adriatica che va da S. Cataldo ad Otranto, nonché un grosso bacino interno che comprende i territori di Lizzanello, Vernole, Caprarica e Castrì.

Il complesso acquifero sotterraneo trae alimentazione dalle acque piovane che vengono assorbite dal terreno su tutto il bacino prevalentemente nei mesi autunnali e invernali.

L’alta permeabilità dei terreni costituenti la Grecía Salentina, che assorbono la maggior parte delle precipitazioni piovose, determina l’assenza di corsi d’acqua superficiali.
Le acque vanno ad alimentare la falda profonda che nel territorio si colloca dai 74 m. di Sternatia ai 98 di Martignano.

Elemento comune al territorio é quindi la scarsità d’acqua e la sua difficoltà di estrazione ed utilizzo. Lo spirito di adattamento di queste ingegnose popolazioni ha però prevalso, stabilendo con l’ambiente un rapporto sostenibile: vennero costruite le cisterne per la raccolta delle acque piovane, le pozzelle in depressioni naturali e, nelle campagne, forme di sfruttamento del suolo compatibili con l’esigenza di massimizzare l’utilità dell’acqua.