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GEOLOGIA E GEOMORFOLOGIA Nell’area
culturale della Grecìa Salentina troviamo concentrati la maggior parte
dei fenomeni che hanno caratterizzato la geologia della penisola salentina. Quest’area, come la maggior parte della Puglia, è geologicamente costituita da una impalcatura calcarea, affiorante localmente in lunghe dorsali, dette Serre Salentine, separate fra loro da zone relativamente depresse, aventi direzione NW-SE, convergenti verso il Capo di Leuca. Le
dorsali sono distaccate dalle adiacenti depressioni da un gradino, a
testimonianza delle successive fasi di regressione marina e rappresentano
antiche linee di costa, attive al tempo corrispondente all’età dei
sedimenti adiacenti. L’origine
delle Serre Salentine è, quindi, da collegarsi ai grandi eventi tettonici
che interessarono a più riprese il Salento fra il Cretaceo e
l’inizio del Pleistocene. Il
basamento calcareo della regione si é quindi formato nel mare, in un
periodo di circa cento milioni di anni, da processi di sedimentazione
marina, attraverso varie fasi di emersione e immersione e affiorando
definitivamente circa due milioni di anni fa. E’
durante il Cretaceo (100 milioni di anni fa) che la sedimentazione marina
ha costruito la platea calcarea che ora costituisce l’ossatura della
regione pugliese, e che, a seconda delle caratteristiche chimiche e
paleontologiche, viene classificata come ”Dolomia di Galatina” e
“Calcare di Melissano”. I due tipi di roccia, depositati in spessori
da 0,5 a 2 metri, si possono presentare come banchi compatti o con fessure
profonde, specie nella parte superiore. Caratteristica
di questa formazione geologica é la frequenza di fratture subverticali
determinate dalle sollecitazioni a cui sono stati sottoposti gli strati
calcarei. Tali sollecitazioni sono state frutto dell’azione di
sollevamento e abbassamento marino e dei fenomeni carsici tipici delle
formazioni rocciose calcaree. Durante
il Miocene (50 milioni di anni fa) la fascia adriatica fra Lecce, Otranto,
Tricase e Nardò veniva in gran parte sommersa e fra le isole affioranti
venivano a depositarsi sedimenti costituiti da calcareniti marnose
organogene giallastre che oggi distinguiamo col nome di “Pietra Leccese”. Dal
Pliocene al Quaternario il Salento subì, localmente ed in maniera
discontinua, altri fenomeni di emersione e immersione marina durante i
quali i materiali, erosi dalla parte emersa, andavano a depositarsi nella
parte immersa. Nel
periodo che precedette l’attuale sollevamento il Salento si presentava
come un arcipelago, fatto di scogli e di piccole isole di calcare,
corrispondenti in genere ai picchi più alti delle attuali Serre Salentine;
sul fondo di questo arcipelago si depositarono i tufi calcarei e, nelle
zone più profonde, le formazioni argillose, costituite dal materiale più
fine. I
comuni di Soleto, Zollino, Martignano e Corigliano giacciono sopra i
banchi calcarei più antichi, quelli del Cretaceo, in genere fratturati e
ricoperti di terra rossa e sono in posizione più elevata rispetto agli
altri. I comuni di Martano, Castrignano e Melpignano si trovano sopra i depositi calcarei del Miocene costituenti la “Pietra Leccese”. Sternatia
è situata ai piedi della collina che porta a Soleto e Corigliano, così
come Calimera, ai piedi di un’altra serra, poggia su sabbioni calcarei
tufacei. L’area
della Grecìa Salentina é in una posizione relativamente elevata rispetto
al mare e riposa direttamente sulle serie litologiche più antiche,
calcari compatti o pietra leccese. |