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La
pasta non era un piatto di lusso, ma nemmeno di uso quotidiano; essendo il
frutto di un ingrediente prezioso – il grano – si consumava, nel
migliore dei casi, solo due giorni la settimana, il giovedì e la
domenica, usanza viva ancora oggi. Il valore della pasta, che doveva
comparire con parsimonia sulla tavola, è testimoniato dal detto Sagne
e mmaccarruni rruvinanu i baruni – Le sagne e i maccheroni portano
alla rovina i baroni, i ricchi.
La
pasta casereccia è più o meno chiara a seconda che si usi farina più o
meno raffinata; nella lavorazione tradizionale della Grecìa non è
prevista l’aggiunta di uova.
I
formati più diffusi sono le ricchiteddhe
(le orecchiette), i minchiarieddhi
(maccheroncini della lunghezza di 6-12 centimetri e del diametro di 5 –
6 millimetri), le sagne
(tagliatelle larghe circa un centimetro e mezzo), le
sagne ncannulate (sagne ritorte),
i triddhi (briciole di pasta di
forma e dimensione irregolare, usati esclusivamente per il brodo). Ricchitieddhe e minchierieddhi possono essere cucinati insieme, in quanto hanno lo stesso tempo di cottura e, trattenendo il condimento (salsa di pomodoro e formaggio) in maniera diversa, risultano un accoppiamento dal gusto composito. Ciceri e ttrìa - Tagliatelle coi ceci
E’
un piatto che si prepara tradizionalmente il 19 marzo, giorno di S.
Giuseppe.
Si
cuociono i ceci nella pignata
(pignatta).
Si
prepara la lagana (la sfoglia di
pasta) e la si taglia a listarelle larghe due centimetri e lunghe circa
venti. In
una padella con olio si fanno dorare due spicchi d’aglio interi e poi si
aggiunge una manciata di tria.
Si lessa la tria e la
si mescola con i ceci e la tria fritta.
Il
termine tria viene dall’arabo trèia
ed è così chiamata da Edrisi in una ricerca fatta sulla gastronomia in
Sicilia per conto di Re Ruggero.
Ricchiteddhe cu lle rape - orecchiette con le rape
E’
un piatto diffuso in tutta la Puglia ed è uno dei più affermati della
gastronomia regionale. Nella Grecìa salentina viene preparato con alcune
varianti degne di rilievo.
Dopo aver soffritto le rape, le si unisce alle ricchtieddhe già cotte e le si fa mantecare sulla fiamma per un paio di minuti, rimestando. Una variante molto diffusa consiste nel far soffriggere insieme con l’aglio due alici salate. Una versione, molto diffusa un tempo, prevede la cottura delle orecchiette nell'acqua di cottura delle rape.
D'obbligo
il peperoncino piccante, secondo il gradimento.
Cranu stompatu - Grano pestato
Si
mette a bagno in sola acqua il grano per circa 15 ore, quindi lo si
sgocciola e lo si pesta nel mortaio.
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