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LA CONSERVAZIONE
Ogni
famiglia grika d’estate era solita prepararsi un’ampia scorta di
pomodori conservati in diverse maniere, che sarebbero serviti in primo
luogo a condire la pasta e poi ad arricchire, variare ed insaporire il menù
domestico durante l’anno. Si tratta di un’abitudine tutt’oggi viva e
rispettata nella Grecìa, come in molti altri centri agricoli del
Mezzogiorno d’Italia.
Un
particolare tipo di pomodori, nella varietà rossa e gialla, si conserva
per l’inverno agganciata ad un fil di ferro o ad uno spago, ottenendo
quella che in gergo dialettale viene definita penda
o pendula te pimmitori, una corona che viene appesa ad un gancio in
una zona fresca e ventilata: grazie a questo sistema si può disporre del
pomodoro fresco tutto l’anno.
Un
altro modo di conservare i pomodori è quello di essiccarli: si lavano i
pomodori rossi e maturi, si privano di semi e filamenti, si pongono a
scolare, dopodiché si espongono al sole, disposti su cannizzi,
spolverandoli abbondantemente di sale fino per accelerare la
disidratazione e favorire la conservazione.
Il
sistema sicuramente più diffuso di conservazione del pomodoro, tuttavia,
è rappresentato dalla notissima sarsa
te pimmitori, il saporito passato conosciuto in tutta Italia.
I
carciofi – prevalentemente gli
ultimo frutti, quelli più piccolini – vengono mondati delle foglie
esterne, dopodiché si asporta col coltello la parte finale, filamentosa,
delle foglie interne. Alla stessa maniera si procede con le melanzane (che vengono tagliate a fette verticali) e con i pampasciuni o lampasciuni, cipollette spontanee dal gusto marcatamente amarognolo.
Volìe nere alla capasa - Olive nere alla giara Si pongono in ammollo le olive nere, cambiando l'acqua quotidianamente, per dieci giorni circa; si tengono poi per due giorni in acqua e sale in una pentola, che al terzo giorno viene messa sul fuoco fino a che non viene raggiunta l'ebollizione; si versa, quindi, il tutto nella capasa (recipiente di terracotta a due o tre manici, panciuto e dalla bocca larga), aggiungendovi mortella, pepina (due tipi di piante aromatiche) e fette di limone.
Tiaulicchiu - Peperoncino piccante
Il
peperoncino piccante è diffusissimo nella Grecìa salentina,
probabilmente grazie alle sue qualità terapeutiche (è, ad esempio, un
ottimo rimedio contro l’arteriosclerosi) e per la sua capacità di
sollecitazione dell'appetito e soprattutto della sete.
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