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I CEREALI
Il
cibo ordinario dei contadini nella Greca è il pane di orzo coi legumi; e
perciò nel territorio greco – salentino l’orzo è molto coltivato
come nella Grecia e nelle isole jonie Cosimo de Giorgi
La provincia diLecce, 1888 Oltre all’orzo, il cereale più diffuso nella Grecìa è sempre stato il grano, che veniva in parte venduto e in parte macinato per il consumo domestico, per il pane e la pasta che ogni famiglia preparava in casa.
In
passato, ogni famiglia preparava il pane per il proprio fabbisogno e –
se non possedeva un forno in casa – lo portava a cuocere nei forni che i
privati mettevano a disposizione della gente, a fronte di un compenso, che
spesso era in natura (pane stesso o legna).
Due
sono i tradizionali tipi di pane: le pucce,
panelle rotonde mediamente di un chilogrammo di peso (con le varianti
dell’aggiunta di ulive nere – le voliate
– o di uva passa – le passulate
– o di pomodori a pezzetti, capperi e cipolla affettata – lu pizzu, di forma schiacciata) e le frise.
La
frisa o friseddha (dal latino fresus,
tritato) nasce da una pagnottella che a metà cottura viene tolta dal
forno, tagliata in due in senso orizzontale e rimessa nel fornoper essere
biscottata.
Le
frise, conservate nella capasa
– panciuto recipiente di terracotta a due o tre manici – rimangono
integre e croccanti anche per un mese. Prima di essere gustata, la frisa va lasciata in ammollo in acqua per alcuni secondi, dopodiché la si sgocciola e la si condisce con pomodoro, olio, sale, origano con l’aggiunta di ciò che si ha a disposizione: verdure sott’olio o sott’aceto, capperi, tonno sott’olio e tutto quello che offre la bella stagione. La frisa era la colazione di mezzogiorno dei contadini, che la mangiavano in campagna durante una pausa dal lavoro.
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