Restaurato e liberato dagli alberi che ne ostacolavano la vista, il palazzo baronale presenta al visitatore il portale settecentesco fatto costruire dai Granafei di Sternatia, che avevano acquistato il feudo e con esso il palazzo del Cinquecento.
Sono pertinenze del palazzo la cappella baronale di San Domenico ed un ampio frantoio semi-ipogeo, oggi fruibile da parte dei visitatori grazie ad alcuni interventi effettuati col concorso popolare agli inizi degli anni Novanta. Nel frantoio torchi alla genovese ed alla calabrese sono affiancati da pannelli che illustrano il ciclo produttivo dell’olio.
Il palazzo oggi è in parte di proprietà pubblica, ospita la Pro Loco e comprende un'ampia sala a pianterreno, con volta a botte, in cui si tengono incontri e conferenze. I giardini sono di uso pubblico, molto frequentati in estate.