Introduzione
I mestieri del fuoco
I mestieri del legno
I mestieri della pietra
I mestieri di servizio
L'artigiano in casa
I mestieri della terra

ARTIGIANATO

Al mio paese, nel Salento grecanico, c’era una sola parola, artieri, per denominare sia l'artigiano che l'artista, ed arte indicava insieme il mestiere e la capacità di creare prodotti culturali: ciò avveniva non a causa di povertà lessicale, bensì per l’identificazione dei due concetti, di prodotto funzionale e di prodotto artistico, per cui il più delle volte l'attività dell'artigiano conseguiva un esito di utilità ed insieme di equilibrio o piacere estetico, anche nell'oggetto più umile di uso quotidiano: il falegname non mancava mai di arrotondare le gambe d'una sedia o di rendere sinuoso il profilo d'un comodino, il muratore non rinunciava mai all'ornamento d'un rilievo che correva lungo qualche muro (…), l'imbianchino nella tinteggiatura esterna delle abitazioni alternava larghe strisce verticali rosa e tenuemente celesti, al vivo biancore della calce, la tessitrice coniugava colori e fili diversi al telaio, in stoffe destinate a tovaglie e a strofinacci.


La ricerca di una coniugazione degli aspetti formali con gli aspetti tecnici e pratici faceva tesoro di esperienze secolari, ma era anche dettata da una consapevole intenzionalità che spingeva gli artieri a competere orgogliosamente tra loro, e che induceva al riconoscimento della bravura, della maestria e della capacità inventiva e creativa dei migliori, i quali diventavano punti di riferimento culturale e professionale non soltanto per i discibbuli (discepoli) ma anche per gli altri mesci (maestri, artigiani).

Quasi mai la competizione aveva esiti mercantili, il riconoscimento dell’abilità si traduceva in prestigio sociale, in gratificazione morale; ciononostante gli artieri affinavano, correggevano, impiegando tempo che avrebbero potuto impiegare per produrre altri oggetti (…)

Piero Manni

 


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