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UN VIAGGIO NELLA GRECìA SALENTINA
Kalòs ìrtate stin Grecìa Salentina, Benvenuti
nella Grecìa Salentina.
Questo è il messaggio che accoglie coloro che entrano nell'area linguistica grika del Salento; un messaggio che testimonia l'ospitalità di una terra che con orgoglio conserva e promuove il proprio patrimonio storico artistico culturale. Un'area che costituisce un giovane modello di turismo culturale in grado di legare la fruizione dei propri monumenti alla capacità ricettiva di strutture gestite con professionalità e calore; che propone e promuove eventi culturali di fama ormai internazionale come il Festival della Notte della Taranta. Un patrimonio straordinario in una dimensione fatta di piccoli centri urbani che hanno mantenuto intatto l'umiltà ed il senso di ospitalità tipico delle popolazioni bizantine; in un territorio che consente di abbinare al mare, distante appena 10 km, gli ingredienti della storia, dell'arte, della cultura, della musica, della gastronomia e dell'accoglienza.
Il piacere di vivere i centri storici, con i frantoi ipogei, le case a corte, i mignani, i portali, le cripte, le chiese ecc. imbattendosi nella lingua grika delle piazze e delle partite a carte, dei giovani griki, costituiscono oggi un'emozione genuina da portare nel cuore di chi viene a scoprire questa terra.
Di
seguito proponiamo un viaggio all'interno del patrimonio
storico artistico della Grecìa Salentina che non può che cominciare dal
Comune che nel nome porta la sua chiara matrice greco-bizantina:
Calimera, che in griko vuol dire buon giorno, centro culturalmente
attivo per la valorizzazione e recupero della grikità. l
dibattito storiografico, privilegiando l'analisi della lingua grika, lega
la sua nascita a una presunta colonizzazione bizantina o a più antiche
radici magno-greche. Simbolo tangibile della ‘ellenicità' di Calimera,
la bella stele attica del IV sec. a. C. donata dal Municipio di
Atene al centro salentino nel 1960, che in greco recita: “straniera tu
non sei a Calimera”. Molto interessante è la Cappella di San Vito,
dedicata al santo protettore degli animali che presenta, al centro della
navata, una pietra di origine pre-cristiana con un foro al centro (pietra
della fertilità). Il rito pagano, che si rinnova ogni anno il giorno
della Pasquetta, vuole che il passaggio attraverso il foro porti fertilità.
A testimonianza della presenza del rito greco la Chiesetta della Madonna
di Costantinopoli conserva un affresco del 1603, nel quale sono raffigurati
ai lati della Madonna due santi vescovi: S. Eligio e S. Elia. Il primo
vestito alla maniera occidentale (rito latino) mentre l'altro alla maniera
orientale (rito greco). Il gruppo di figure lascia intuire come i due
riti abbiano coesistito pacificamente per molto tempo. Molto interessante
la Cappella del Crocifisso con i suoi affreschi. Ritroviamo anche
qui le tipiche case a corte e il frantoio ipogeo Rescio, l'unico
sopravvissuto di quattordici. A Calimera trovano collocazione il Museo
di Storia Naturale ed il Museo della Civiltà contadina e della
Cultura Grika. A Giugno a Calimera si tiene la tradizionale festa
dei lampioni.
Lasciamo
Calimera alle spalle e muoviamoci alla volta di Martano,
centro di antiche origini romane (ca. 250 a. C.); è stato il centro della
Grecìa Salentina che ha subito meno gli influssi esterni e che meglio
ha conservato l'individualità etnica grika. Il suo centro storico, d'impianto
medioevale, è arricchito da numerosi palazzi nobiliari, come Palazzo
Moschettini, Palazzo Pino, Palazzo Micali, Palazzo Indricci ed altri.
Anche in questo comune troviamo un Castello, esempio di architettura
militare aragonese, ricostruito dopo l'assalto dei turchi del 1480 ed
ingentilito nell'aspetto. Interessanti sono la Chiesa Matrice dell'Assunta,
la Chiesa dell'Immacolata e l'ex Convento dei Padri Domenicani.
Martano conserva anche dei frantoi ipogei, dei menhir, la
specchia dei Mori (o segla ù demonìu), ed un complesso
ben conservato di case a corte. Di forte interesse è la mostra
mercato Agorà. Appena fuori dal centro abitato si trova il Monastero
S. Maria della Consolazione, dove la comunità dei Frati Cistercensi,
ancora oggi svolge la propria attività spirituale, artigianale ed agricola.
A pochi chilometri si trova il sito archeologico bizantino medievale
in località Apigliano.
Continuando il nostro percorso verso sud arriviamo a Carpignano Salentino.
Piccolo centro salentino, conserva la testimonianza artistica più importante del periodo bizantino della Grecìa salentina, ovvero la Cripta di S. Cristina; la cripta, divisa in 2 ambienti scavati nel tufo e tra loro comunicanti, conserva ancora oggi affreschi che risalgono al X-XI secolo, attribuiti tra gli altri a Teofilatto (del 1020) ed a Eustazio (del 959), i più antichi e datati che la storia dell'arte conosca. Poco lontano della cripta si trova l'antico Palazzo Orsini-Del Balzo. Un luogo legato alla devozione popolare si trova poco fuori dal paese nelle vicinanze del cimitero: il Santuario della Madonna della Grotta. Teatro ogni anno della Festa te lu mieru attira migliaia di giovani festanti. A pochi chilometri da Carpignano troviamo la frazione Serrano che conserva un antico borgo in altura, da dove si ammira la valle di ulivi che si slancia verso i Laghi Alimini ed il mare. Serrano è teatro della manifestazione culturale internazionale “L'Olio della Poesia”.
Proseguiamo
il nostro cammino passeggiando per Castrignano
de' Greci; qui notiamo come i nuclei abitativi del suo centro
siano organizzati intorno a chiesette (Varrata, Alogne, Farì), rispecchiando
così la toponomastica greca. Di particolare interesse sono la Cripta
Bizantina di S. Onofrio, ristrutturata su una costruzione precedente
del VI secolo; la Chiesa Matrice della Annunziata, al cui interno
sono custodite nove tele del pittore foggiano Saverio Altamura; il Castello
de' Gualtieris, ristrutturato nel ‘600 su una preesistente fortezza
e, per finire, le caratteristiche Pozzelle, conservate nell'assetto
originale. Particolarmente forte è l'impegno degli
istituti scolastici di Castrignano per la salvaguardia e la diffusione
della lingua grika.
Proseguendo
nel nostro itinerario incontriamo Corigliano
d'Otranto (dal greco chora, terra, campagna) con la
sua grande tradizione culturale, sulla quale ha avuto notevole influenza
la presenza del vicino Cenobio basiliano di San Giorgio. Di grande interesse
è il cinquecentesco Castello de' Monti, con i suoi quattro torrioni
che presentano numerose cannoniere, l'arme araldica dei de' Monti e i
riferimenti allegorici alle virtù cardinali; oggi sede suggestiva di eventi
e servizi al turista (tra cui il Museo Multimediale sulla cultura grika).
Entrando dalla piazza in vico Freddo si osserva lo splendido Arco
Lucchetti del 1497, originalissima opera ricca di elementi decorativi
e rappresentativi. Nel centro storico ritroviamo le principali architetture
della Grecìa Salentina, ovvero le case a corte, i mignani,
i portali. Di particolare interesse sono la Chiesa parrocchiale
di S.Nicola, Palazzo Comi, la cappella della Madonna degli
Angeli e la Kauporta (porta di accesso al centro storico).
A Corigliano si tengono in tutto l'anno interessanti eventi culturali
e fiere, all'interno della splendida cornice del Castello.
Proseguendo
il nostro percorso nella Grecìa Salentina entriamo nel piccolo centro
di Melpignano, che in epoca
bizantina e medioevale fu un importante centro commerciale grazie alla
sua vicinanza con Otranto. Da vedere la centrale piazza San Giorgio
con i suoi portici, insolito esempio di architettura per il commercio
di fine ‘500, quando nel paese arrivavano napoletani, baresi e leccesi,
per gli scambi di olio, vino, formaggi, lana e tessuti. Interessante con
i suoi portali la Chiesa Parrocchiale ed il vicino complesso del
Convento degli Agostiniani, la cui facciata risale al ‘600. Nei
pressi di tale monumento ogni anno si rinnova il tradizionale appuntamento
con il Concertone finale della Notte della Taranta. Di notevole
importanza è il Palazzo baronale, ricostruito nel 1636 e al cui
interno troviamo un elegante giardino cinquecentesco. Nel centro storico
troviamo il suggestivo frantoio ipogeo.
Da qui ci spostiamo a Soleto uno dei comuni più belli della Grecìa Salentina. Fin dai tempi dei Messapi ha rivestito un' importanza strategica grazie alla sua posizione geografica, ed il suo sviluppo continuò anche in epoca bizantina tanto da diventare contea nel Medioevo. Patria dei grecisti di origine corfiota Arcudi e dell'astronomo e filosofo Matteo Tafuri, Soleto testimonia ancora oggi la sua grandezza attraverso due eccezionali monumenti: la Guglia di Raimondello Orsini annesso alla Collegiata dedicata a S.Maria dell'Assunta e la chiesetta di S. Stefano. La prima un superbo esempio della cultura tardo gotica, con i suoi decori arabescati, la seconda straordinaria testimonianza della cultura tradizionale che unisce elementi gotici con reminiscenze romaniche; gli affreschi all'interno raffigurano tra le altre scene della vita di Cristo e di S.Stefano e del giudizio Universale, in stile orientale e angioino. Caratteristico il centro storico, non solo per le sue case a corte e il sedile, ma anche per le mura di cinta del 1300, le quali conservano ancora una delle due antiche porte d'accesso alla città: Porta S. Vito. Tra le attività economiche di tradizione ancora oggi si pratica l'estrazione di una pietra di eccezionale qualità, la cosiddetta “pietra di Soleto”, utilizzata per opere commissionate in tutta la Terra d'Otranto. Nell'agro di Soleto è stato rinvenuto un sito archeologico di epoca messapica.
A pochi chilometri da Soleto troviamo Sternatia, il comune che vanta la più alta percentuale di cittadini parlanti il griko, lingua e tradizioni greche ancora vive anche nelle usanze e nella toponomastica. Il paese affonda le sue origini in epoca bizantina, di cui non resta molto dopo l'invasione del turchi del 1480. Fuori dal borgo antico troviamo ancora traccia di una grecità antica come le cripte basiliane di S. Pietro e S. Sebastiano, le cappelle della Madonna degli Angeli e dello Spirito Santo. All' interno del centro storico è da vedere la Chiesa Madre con il Campanile e il Palazzo Granafei, bellissimo esempio di residenza gentilizia settecentesca, con annesso uno dei numerosi frantoi ipogei presenti nel paese. Mentre l'ex Convento dei Domenicani è attualmente sede del Comune. A Sternatia si tiene la manifestazione I Canti della Passione, che tiene viva la tradizione Pasquale dei Canti in griko della passione di Cristo.
Da qui ci spostiamo al più piccolo comune della Grecìa, Martignano, le cui origini pare siano da collegare alle colonizzazioni greco-bizantine del IX-X secolo. Da vedere la Chiesa Parrocchiale dedicata a S.Maria dei Martiri, dove sono custodite tele e statue dedicate al santo protettore San Pantaleone, medico e martire orientale e altre opere realizzate dal famoso scultore e architetto Giuseppe Cino, dai pittori Oronzo Tiso e Pasquale Grassi, dai mosaicisti Fratelli Peluso. Interessante Palazzo Palmieri, che diede il natale a Giuseppe Palmieri, riformatore illuminista del Regno di Napoli, ed oggi sede di eventi culturali di grande importanza. Notevoli anche la seicentesca Cappella di San Giovanni Battista, con i suoi affreschi, l'ex Convento dei Minori conventuali con la Chiesa di San Francesco; infine la Cappella della Conella (in griko cuneddha, piccola immagine). Da vedere anche le pozzelle, le case a corte, i portali settecenteschi ed il frantoio semi-ipogeo di Palazzo Palmieri. A Martignano si tengono il Carnevale della Grecìa Salentina, la Sagra della salsiccia e della insalata grika (1 e 2 luglio), la Festa della Birra (dal 18 al 23 luglio) ed una delle feste patronali più importanti della provincia di Lecce, dedicata a S.Pantaleone (26 e 27 luglio). A Martignano ha sede il Front Office Turistico Culturale Salento Griko fortemente impegnato per la promozione e lo sviluppo turistico culturale della Grecìa Salentina.
Il
nostro percorso continua con la descrizione di Zollino,
con origini risalenti all'età bronzo, vista la presenza di due menhir
e di una specchia. In epoca medioevale il paese subisce l'influsso bizantino
conservando il rito greco fino al 1688. Interessante è il Largo Pozzelle,
dove ciascun ha un nome di origine greca. Di notevole importanza sono
la Chiesa matrice dei SS. Pietro e Paolo con il bellissimo gruppo
scultoreo che completa il prospetto principale celebrante la Gloria di
Maria, e la Chiesa di S. Anna. Di maestose dimensioni il menhir
Stazione a pochi passi dalla stazione ferroviaria del paese. A Zollino
in inverno si tiene la Festa de lu Focu, ed in giugno la Fiera
di San Giovanni.
Da
Zollino concludiamo il nostro sintetico viaggio dirigendoci a Cutrofiano,
l'ultimo comune ad essere approdato nell'Unione dei Comuni della Grecìa
Salentina. vanta contenuti storico artistici ed ambientali straordinari.
Nel nome porta la sua vocazione artigianale (da kutra = vaso) che nel
Salento lo identifica come il paese della terracotta e della ceramica,
alla quale è dedicato anche un interessante Museo. Da vedere sono
anche il Museo Malacologico delle Argille
ed il Parco dei Fossili di Cava Lustrelle. Bellissimo
l’interno della Chiesa matrice, dedicata Santa Maria della
Neve.
Per visitare i centri della Grecìa Salentina potete rivolgervi ai recapiti
che trovate nella pagina servizi
al turista. Vi attendono sul territorio diverse realtà
che accolgono il turista, guidandolo con professionalità e competenza,
alla scoperta della nostra terra.
Per
ricevere informazioni o per prenotare un fantastico tour alla scoperta
della Grecìa Salentina e/o del Salento, potete contattare il:
FRONT OFFICE TURISTICO SALENTO GRIKO
Parco Sabra e Chatila, 73020 Martignano (Le)
Tel. e Fax 0832.821827, Cell. 392.3309993
www.greciasalentina.org
e-mail: info@greciasalentina.org

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