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LA CARNELa carne, sulla mensa del contadino grecanico non era diffusissima, ma nemmeno assente del tutto, vi compariva almeno due volte alla settimana: il sabato e la domenica, talvolta anche il giovedì, nel ragù. Non mancava mai, nemmeno nelle famiglie più povere, nei giorni di festa e nelle cerimonie più importanti (battesimo, fidanzamento, matrimonio, funerale).
La
provenienza della carne era dal cortile di famiglia o dai pastori locali. Pezzetti di cavallo
Si
taglia a grossi parallelepipedi del muscolo di cavallo. Si sbollentano i
pezzetti e poi si mettono a cuocere nella pignata
(brocca in terracotta, dalla larga imboccatura) in sugo di pomodoro,
aggiungendo sale, qualche foglia di alloro, acini di pepe e peperoncino
abbondante. Si lascia sul fuoco per due - tre ore, fino a quando la carne
diventa molto tenera. Turcinieddhi
Sono
degli involtini composti da strisce non troppo sottili di fegato, polmone
e cuore di agnello, alle quali si aggiunge un rametto di prezzemolo, un
pizzico di pepe ed uno di sale. Le frattaglie così preparate vengono
tenute insieme, legandole, a mo’ di gomitolo, con budella di agnello
precedentemente aperte e lavate ben bene strofinandole con sale grosso da
cucina.
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